I Consultori Familiari (CF) servizi sociosanitari di base, ad accesso diretto e gratuito, a tutela della salute della donna, della gravidanza e del feto, della coppia, della famiglia e dell’età evolutiva, si collocano come servizi di prossimità con il territorio di importanza strategica nell’assetto dell’assistenza distrettuale, come previsto dai LEA.

Tali servizi sono improntati ad un alto livello di integrazione sociosanitaria e di innovazione avendo come bacino di utenza una popolazione con bisogni complessi e, a volte, difficile da raggiungere.

I presidi consultoriali devono essere facilmente riconoscibili e accessibili particolarmente dalla popolazione che presenta aspetti di “fragilità” e che spesso non riesce ad entrare nel sistema sanitario come, ad esempio, le persone che non parlano e non comprendono la lingua italiana.

I Consultori Familiari svolgono la propria attività anche in sinergia con altre istituzioni pubbliche e private presenti nel territorio (Enti Locali, Scuole, Giustizia, Terzo Settore, ecc.) attraverso una progettualità condivisa e con la definizione di Protocolli d’intesa e l’integrazione programmatoria territoriale con i Comuni/Municipi nel Piano di zona.

A partire dai primi mesi dell’anno 2020 gli operatori dei consultori familiari hanno fronteggiato l’emergenza epidemiologica da SARS-COV-2 e quelle sanitarie e sociali che ne sono derivate rimanendo sempre aperti, anche durante la fase di lockdown, quali presidi di salute delle persone e punti di riferimento dei territori. Sono state immediatamente attivate varie forme di assistenza anche da remoto e/o on line come i corsi di Accompagnamento alla Nascita on line, il servizio Telemamma quale supporto psicologico perinatale, sportelli di sostegno alle tematiche legate alla maternità e alla paternità, all’allattamento, continuando a prestare particolare attenzione come alle donne vittime di violenza di genere e ai loro figli, al fine di garantire un accesso alle prestazioni e alle cure a tutte le persone in un momento di isolamento prolungato e problematico.

Per quanto concerne l’area della prevenzione e promozione della salute, le attività consultoriali sono state indirizzate a prevenire situazioni di disagio e a rispondere ad una domanda relativa al bisogno di accompagnamento in particolari momenti di cambiamento psicobiologico (menarca, gravidanza, menopausa, andropausa) e di cambiamento di status sociale (matrimonio, separazione, neogenitorialità, adozione, uscita dei figli dal nucleo familiare) legati alle diverse fasi del ciclo di vita della persona e della famiglia. In particolare la gravidanza e i primi anni di vita rappresentano fasi particolarmente importanti per il benessere della persona. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato nel miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino uno degli obiettivi sanitari prioritari da raggiungere a livello mondiale.

L’attività dei consultori è, al contempo, indirizzata verso gli obiettivi che le strategie internazionali indicano. In particolare l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile individua due obiettivi denominati “3. Salute e benessere” e “5. Uguaglianza di genere” che comprendono aree di intervento ricadenti nelle attività svolte dai Consultori Familiari quali servizi territoriali pubblici e gratuiti.

Nell’ambito dell’obiettivo 3, infatti, si prevede di garantire, entro il 2030, l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare, l’informazione, l’educazione e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali; con riferimento all’obiettivo 5, i traguardi da raggiungere sono duplici, ovvero Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica.

Il monitoraggio regionale annuale che viene effettuato dall’Area Rete integrata del territorio – Ufficio Salute mentale dipendenze e minori sull’attività dei consultori familiari su tutti gli 8 percorsi assistenziali attivi, grazie alla preziosa collaborazione dei Direttori dei Consultori e degli operatori che vi operano, consente di realizzare alcuni focus su alcune delle attività svolte.

Nel 2020 nei 135 consultori familiari della Regione vi sono stati 133.403 accessi di donne (13-65 anni) che comprendono la lingua italiana (108.593 nel 2019) e 7.969 accessi di donne (13-65 anni) che non comprendono la lingua italiana (3.151 nel 2019).

Le donne che hanno partecipato ad un Corso Accompagnamento alla Nascita (CAN) sono state 6.557 (8.180 nel 2019) e le donne in gravidanza seguite e che hanno effettuato almeno 3 accessi sono state 10.938 (5.653 nel 2019).

Inoltre, gli operatori hanno effettuato 9.752 consulenze post-partum effettuate entro 1 anno dalla nascita del bambino riguardanti ad esempio le problematiche di coppia, la sessualità, il disagio psichico e le problematiche fisiche delle donne (5.913 nel 2019).

Nei percorsi destinati al contrasto della violenza di genere sono stati presi in carico 375 casi (313 nel 2019), con un aumento rispetto agli anni precedenti.

Per quanto riguarda il Percorso Giovani, durante il 2019, 12.497 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 24 anni si sono rivolti allo Spazio Giovani dei CF, mentre nel 2020 tale numero è aumentato fino a 15.648. Di questi, il numero di adolescenti presi in carico all’interno dello Spazio Giovani è stato pari a 6.796 nell’anno 2019 e 8.029 nell’anno 2020.

Sul fronte Gruppi di Orientamento all’Adozione (G.O.A.) nazionali e internazionali attivati sono stati 67 (122 nel 2019) e il numero di bambini accolti in un nuovo nucleo familiare sono stati 181 (234 nel 2019).

Questi dati evidenziano che è aumentato l’impegno e la capacità dei servizi consultoriali e degli operatori di offrire una risposta ai bisogni delle persone e testimonia l’attenzione verso la tutela della loro salute.